Marco Calcagno - Circolo Ippico Equin'ozio

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"Gestione del Cavallo a terra"
di Marco Calcagno

I motivi per i quali un cavallo può diventare pericoloso sono la paura, l’energia in eccesso, i vizi comportamentali e i fattori di disturbo quali il dolore o le mosche.
La paura fa perdere la testa. Il cavallo è una preda e come tale vede il mondo come una continua fonte di pericoli. Se vede qualcosa che non conosce o che lo sorprende per prima cosa deve prendere una distanza di sicurezza per poi valutare se il pericolo sussiste. Quando il cavallo prende distanza di sicurezza si può essere travolti ma quando il cavallo non può prendere distanza perché costretto all’ immobilità , diventa ancora più pericoloso perchè perde la testa in quel caso è meglio togliersi di torno.
L’energia in eccesso ha gli stessi sintomi comportamentali della paura perché il cavallo è molto più reattivo ,si spaventa per cose di cui normalmente non avrebbe paura e cerca di sfogarsi con la fuga reazioni uguali ,quindi, a quelle della paura.
I vizzi comportamentali sono quelli che fanno credere al cavallo che tutto gli è concesso non rispetta lo spazio tra lui e il suo conducente e non è al corrente dell’ esistenza di una disciplina .
In questo caso il pericolo è dato da morsi, calci , spintoni, pestoni ai piedi, testate ecc. la correzione o la prevenzione stà nell’ esercitare una disciplina ferrea. Tra i vizzi annoveriamo anche l’attrazione molto forte per fattori esterni quale cibo un suo simile o la strada di casa : tutti i cavalli sono attratti da queste cose ma quando l’ assenza di disciplina rende queste cose prioritarie siamo in balia delle pulsioni del cavallo.
Ai fattori di disturbo il cavallo reagisce cercando di allontanarli con i mezzi che ha a disposizione
Il più innocuo è la coda anche se vi garantisco che se vi prende negli occhi è micidiale. Quello a cui bisogna fare attenzione sono i piedi : un cavallo può cercare di calciarsi sotto la pancia anche in preda a dolori colici non solo per le mosche ma se vi prende può essere letale. Purtroppo succede soprattutto con i puledri ma a volte anche con cavalli che hanno subito maltrattamenti,che l’elemento di disturbo siete voi allora i calci possono essere mirati e bisogna fare attenzione anche alle rampate. Questo però ricade nella sfera che riguarda la disciplina.
Tutte queste situazioni possono presentarsi quotidianamente e l’unico modo per affrontarle è quello di non dare niente per scontato,di non distrarsi mai e di imparare a prevedere le mosse del cavallo sia osservando l’ambiente circostante,sia conoscendo lo stato mentale ed emotivo del cavallo che avete vicino.
I cavalli si portano con la lunghina. Se li tenete per la capezza e tirano indietro perché si spaventano vi lussano il braccio. Si portano con la mano destra vicino alla capezza mentre la mano sinistra tiene l’avanzo della lunghina senza avvolgerla intorno alla mano. Se tenete il cavallo per la cima della lunghina e quello si spaventa e scappa vi trovate subito all’ altezza del posteriore a portata di calci.
Quando mettete un cavallo in paddock bisogna entrare insieme a lui girarlo verso di noi e poi sganciarlo. Se lo sganciamo sulla porta del paddock e lui è carico parte in avanti ci troviamo all’altezza del posteriore a portata di calci. Se un cavallo è carico bisogna agganciare la lunghina all’ imboccatura. Quando conduciamo un cavallo a mano non bisogna mai permettere che ci superi o che ci trascini dove vuole. Questo lo si ottiene mandandolo indietro ogni volta che cerca di superarci o che invade il nostro spazio personale e questo generalmente è sufficiente a inculcarli il rispetto. Se lo si porta a mangiare l’erba si resta in piedi vicino a lui all’ altezza della sua spalla facendo attenzione a che non pesti la lunghina e a che non giri la groppa verso di noi. Se il cavallo è disturbato da un tafano non dobbiamo cercare di toglierlo mettendoci all’altezza della sua groppa perché calcerà sicuramente alla vaccina. Bisogna aspettare che il tafano sia a portata di mano restando all’ altezza della spalla o meglio ancora spruzzare del repellente risolvendo il problema a monte.
Le situazioni analizzabili sono infinite e prenderle in considerazione tutte è impossibile. Quello che però dobbiamo fare è non dimenticare mai che il cavallo è un animale buono ma molto forte e che ragiona e affronta la vita in modo diverso da noi e quindi prudenza e buon senso costanti.


         
 
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